Mimmo Gangemi


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Mimmo Gangemi - L'Attesa

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La Stampa - 3 Luglio 2010


A Catanzaro la ’ndrangheta sono i Rom


Ristagna nel cielo di Calabria un’aria impregnata di ’ndrangheta. La respi-rano anche i Rom. Apposta si sono impastati di ’ndrangheta, ne hanno impa-rato le logiche, i comportamenti, i rituali, hanno capito che è importante mo-strare la forza e la compattezza del nucleo familiare, la cui spina dorsale dev’essere l’onore – prima mai apparso un loro punto d’orgoglio.
Sa di ’ndrangheta quanto avvenuto a Catanzaro: un rom in carcere, la mo-glie che si fa l’amante non rom e sedicenne, restandone incinta, il marito che la ripudia, il sedicenne che si dilegua, la bimba che nasce senza un padre, un giovane in procinto di sposare la zia del sedicenne, a sua volta incinta, ucci-so per vendetta trasversale solo perché attraverso la sua morte si concretizza la ritorsione che calza a pennello: un figlio, il suo, che crescerà senza il pa-dre. Perversioni della ’ndrangheta più cruda quando urgeva salvare l’onore e non aveva modo di recuperarlo sul colpevole.
Sa di ’ndrangheta anche l’agguato, in pieno giorno e a viso scoperto. Si usa-va così fino agli anni ’60: il disonore era sulla bocca di tutti e la bocca di tutti doveva raccontare il riscatto, poco importava che toccasse il carcere.
Appare evidente che bande di Rom si siano organizzate a stile ’ndrangheta per occupare gli spazi dove le ’ndrine non hanno piantato radici. Catanzaro, locale privo di una sua struttura del crimine e terra di conquista delle cosche dell’Alto Ionio e di quelle del Catanzarese, è uno di questi. I traffici illeciti, droga compresa, li esercitano due famiglie zingare. Le stesse che erano state la bassa manovalanza delle ’ndrine – in un sovvertimento delle regole, dato che i Rom erano considerati indegni di farne parte, per i costumi sociali, per la promiscuità, per tant’altro, come gli spazzini perché trattavano la mon-dezza, come chi entrava in famiglia uno sbirro, come i cornuti in quanto cornuti.
Un pericolo da arginare prima che le radici si saldino alla terra. Perché non si aggiunga al bieco gangsterismo che è la ’ndrangheta, che già ci porta ab-bastanza disonore con i suoi uomini d’onore. In più, l’amara considerazione che il fondo, qui, sembra non dover mai arrivare.

Mimmo Gangemi


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